Vecchia Orsa

Biolca: una birra a misura d’uomo

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di Michele Clementel – Birrificio Vecchia Orsa

Per artigiani di birra come noi “senza terra” produrre bio vuol dire acquistare malti e luppoli bio. Infatti il processo di produzione di una birra artigianale bio o di una artigianale convenzionale è identico.
Si può quindi confermare che il grande salto è fra la birra industriale e l’artigianale mentre il “piccolo” salto è fra artigianale e artigianale biologica. Piccolo ma non troppo considerate le difficoltà di reperimento di alcune materie prime bio, le ottemperanze della certificazione, solo per citarne alcune.
Fin dal 2010, come Birrificio Vecchia Orsa, su richiesta dei GAS avevamo sviluppato una birra prodotta con malti biologici non certificata ed è stato quindi naturale nel 2013, passato il terremoto e con il nuovo impianto di San Giovanni in Persiceto (BO) costruire con Alce Nero un percorso di certificazione del birrificio e di una birra bio.
Nasce così la Biolca, prima birra biologica certificata in Emilia Romagna, una Golden Ale chiara e poco alcolica. Nasce semplice e comprensibile nel senso più letterale dei termini.
Il nome delle nostre birre è sempre collegati alla loro storia e nell’etichetta si può leggere: “Quando il tempo e il lavoro erano a misura d’uomo ed il terreno forniva sano nutrimento, l’unità di misura della terra era la Biolca, la quantità di terreno che un contadino poteva arare con un paio di buoi in una giornata”.
Una misura relativa, diversa tra pianura e montagna, fra terreno sassoso e sabbioso perché legata alla capacità di lavoro e non solo alla cordella metrica. Era questo il nome che cercavamo per la nostra birra.
Inizialmente imbottigliata da 66 cl. ora è disponibile in un formato da 33 cl. e in fusto.
Ripensata l’etichetta  che sottolinea la fierezza del lavoro e la lotta contadina tipicamente emiliana.

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