Salviamo i nostri mari!

di Francesca Cappellaro, ricercatrice in Transizione sostenibile ed economia circolare

Il mare è tra gli ambienti più minacciati dalle attività dell’uomo e una delle maggiori fonti di inquinamento è causata dalla presenza di plastica. Secondo il WWF, il nostro Mar Mediterraneo è tra i mari più inquinati al mondo proprio a causa dei frammenti e dei rifiuti di plastica. Si stima che nel solo Tirreno, il 95% dei rifiuti galleggianti in mare aperto siano di plastica e di questi il 41% sono buste e frammenti.

Questi rifiuti di plastica si accumulano nelle acque marine creando zuppe e vortici, che diventano delle vere e proprie trappole, dove gli animali si feriscono, strangolano e spesso trovano la morte.

Purtroppo nel Mediterraneo sono 134 le specie animali vittime di ingestione di plastica. Tra questi vi sono molti pesci, tartarughe marine, ma anche uccelli e alcune specie di mammiferi marini. I ricercatori hanno riscontrato che tutte le specie di tartarughe marine riportano plastica nello stomaco. Ma le microplastiche ingerite dai pesci e dai molluschi oltre a danneggiare le numerose specie marine, entrano anche nelle nostre catene alimentari e mettono a rischio anche la nostra salute. La plastica impiega davvero molto tempo per degradarsi e permane negli ambienti per tantissimi anni (dai 400 ai 450 anni).

Sembra che il nostro mare sia destinato ad avere più plastica che pesci!

Questo lo sanno bene i pescatori, che oltre ai pesci nelle reti catturano una grande quantità di plastica. Fino a pochi mesi fa, questa plastica raccolta accidentalmente non poteva nemmeno essere portata a riva. Infatti, la plastica è un rifiuto e come tale richiede una specifica autorizzazione per essere trasportata. Quindi, i pescatori invece che essere premiati per averla tolta dal mare, potevano essere accusati del reato di trasporto illecito di rifiuti. In più, rischiavano di essere identificati come i produttori di questi rifiuti, con l’obbligo di pagare i costi per il loro smaltimento. Come conseguenza, la plastica veniva purtroppo ributtata in mare, ma dallo scorso 4 aprile, qualcosa sta cambiando. Con il disegno di legge ribattezzato “decreto salva mare”, il Consiglio dei Ministri ha introdotto delle nuove disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare.

L’obiettivo è quello di supportare le pratiche di risanamento dei nostri mari, favorendo la raccolta di rifiuti accidentalmente pescati a mezzo delle reti di pesca e incoraggiando campagne volontarie di raccolta rifiuti per la pulizia del mare.

Il disegno di legge introduce anche una specifica componente per la tassa sui rifiuti, per evitare che i costi della smaltimento della plastica raccolta gravino sui pescatori e sugli altri utenti dei porti. Prevede infine l’introduzione di una certificazione ambientale per gli imprenditori ittici che partecipano alla pulizia del mare e anche per chi sceglie di utilizzare materiali a ridotto impatto ambientale nelle proprie attività di pesca, come reti biodegradabili. Purtroppo sono tantissime le reti da pesca di plastica che restano abbandonate nelle acque marine e lasciate incustodite. Queste sono causa del fenomeno del ghost fishing (pesca fantasma) che continua a catturare pesci e altri animali marini per decine di anni. Per proteggere gli ecosistemi marini, servono quindi misure preventive in ottica di economia circolare che evitino la produzione di rifiuti di plastica, ma anche la diffusione di comportamenti virtuosi possono combattere il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in mare.

Ecco alcuni consigli per evitare che la plastica continui ad inquinare i nostri mari.

Impariamo a utilizzare borracce di metallo, sono riutilizzabili e conservano l’acqua fresca più a lungo. Mettiamo gli oggetti in borse di stoffa, sono più resistenti! Se facciamo la spesa optiamo per prodotti sfusi, senza imballaggi e acquistati a peso. Prediligiamo oggetti biodegradabili, compostabili e creme solari non inquinanti. Evitiamo di usare la pellicola e sacchetti di plastica, ciò che portiamo con noi riponiamolo in contenitori sigillati e riutilizzabili. Mettiamo al bando i prodotti usa e getta: non chiediamo la cannuccia nei drink ed evitiamo stoviglie e bicchieri di plastica. Quando lasciamo la spiaggia, ricordiamoci di portare con noi i nostri rifiuti e di smaltirli correttamente. Salvare il nostro mare dipende da tutti noi, diamoci da fare!

 

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