Rischi globali e opportunità locali

Non esiste un’alternativa tra espansione economica e cura dell’ambiente nel quale viviamo

 

di Silvano Ventura – direzione@viveresostenibile.net

 

Ad inizio 2018, come ogni anno, 800 esperti di tutto il pianeta, hanno stilato il Global Risks Report per identificare ed analizzare i rischi più urgenti che affrontiamo. Il ritmo dei cambiamenti sempre più veloce, l’interconnessione globale e l’accorciarsi delle distanze, evidenziano la crescente instabilità, l’incertezza e la fragilità di molti dei sistemi globali su cui facciamo affidamento.

Sono 30 i rischi analizzati ed accorpati in 5 categorie (rischi economici, geopolitici, sociali, ambientali e tecnologici) nel rapporto, che sottolinea la necessità di prepararsi ad improvvisi e drammatici sconvolgimenti, rivelandoci che eventi meteorologici estremi, disastri naturali e fallimento dei negoziati per l’adattamento ai cambiamenti climatici, sono 3 dei primi 5 rischi globali con la più alta probabilità di verificarsi e con il più alto impatto per le persone nei prossimi 10 anni. Nella classifica delle probabilità di verificarsi, stilata dal Global Report, seguono altri rischi: le crisi idriche e le crisi alimentari, (fortemente legate al clima), virus informatici globali, ondate migratorie, perdita della bio-diversità, guerre. E’ curioso che i rischi economici e finanziari, ritenuti dal report, tra i meno impattanti e i meno probabili, siano sempre quelli dei quali si parla di più!

A causa dell’aumento delle temperature, nel 2017 si sono verificati incendi devastanti in tutto il continente americano, dal Cile agli Stati Uniti e in Europa, dove in Portogallo sono state oltre 100 le vittime dei roghi. Cicloni, uragani e tempeste tropicali di inaudita violenza, si sono abbattute in tutto il pianeta, dai Caraibi all’Irlanda. E l’aumento delle temperature rappresenta un grave rischio anche per i sistemi agricoli, in particolare per la produzione di monocolture sulle quali si basano le produzioni industriali di mais, soia, cereali. Anche l’aumento della domanda di carne costituisce un rischio significativo per i sistemi ambientali e agricoli. Proprio per l’aumento delle temperature, nel 2017 si è anche verificato un aumento dell’emissione di CO2 in atmosfera, che è causa del riscaldamento globale. Ciò è conseguenza dell’aumento del consumo di energia per il raffrescamento. Insomma, più è caldo, più si consuma energia per stare al fresco e quindi più si inquina e si emette CO2, facendo aumentare il riscaldamento globale!

Ogni anno, decine di migliaia di persone muoiono in ondate di caldo peggiorate dal riscaldamento globale. I flussi di rifugiati che hanno destabilizzato molti paesi in tutto il mondo sono da ricondurre al cambiamento climatico ed alle sue conseguenze come siccità, inondazioni, carestie, epidemie, aumento del livello dei mari. Naturalmente, come per quasi tutti gli altri problemi sociali, i poveri sono colpiti più duramente e per primi.

L’inquinamento atmosferico, l’immissione nella catena alimentare di particelle di plastica derivate dalla enorme quantità di rifiuti abbandonati nei nostri mari, la perdita di terreni agricoli e di foreste a causa della cementificazione o dell’estrazione mineraria o di idrocarburi con tecniche devastanti come il “fracking”, la concentrazione delle risorse del pianeta in sempre meno mani e il conseguente aumento delle disparità economiche e sociali, insieme a quelle già citate, sono le gigantesche sfide che l’umanità si trova ad affrontare in questo inizio secolo.

Eppure i “negazionisti”, cioè quelli che non vogliono vedere e credere a tutto questo, ci sono! Forse alcuni sono stati “sdoganati” dalle affermazioni di Trump sui cambiamenti climatici. Altri sono “complottisti”, cioè sono fra quelli che appena un fatto è provato scientificamente, affermano il contrario per non sentirsi “pecore” al servizio dei “poteri forti”. Poi ci sono quelli che se ne fregano… in assoluto e di tutto.

La conoscenza di questi temi vitali deve espandersi per fare aumentare la consapevolezza di tutti. Non esiste un’alternativa tra espansione economica e cura dell’ambiente nel quale viviamo. La crescita dell’economia e del lavoro nelle energie rinnovabili e nell’agricoltura naturale, è forte in tutto il mondo. La Terra e tutti gli organismi viventi che la abitano, non possono più aspettare! La transizione verso l’energia pulita e il rispetto dell’ambiente, deve essere la priorità delle scelte politiche dei governi e delle scelte quotidiane di ognuno di noi.

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