Negli alberi monumentali la memoria dell’Emilia-Romagna

Sono 107 gli esemplari in regione e si distinguono per età, dimensioni e per originale pregio naturalistico e botanico

Maestosi, longevi e soprattutto rari, si distinguono per età, dimensioni e per originale pregio naturalistico e botanico, e custodiscono la nostra memoria culturale: sono gli alberi monumentali, che l’Emilia-Romagna tutela dal lontano 1977 e che dal 2017, dopo quarant’anni, sono entrati a far parte dell’elenco degli AMI, gli Alberi Monumentali d’Italia. Le piante sono state selezionate secondo un iter preciso: individuazione degli esemplari monumentali tramite il coinvolgimento di enti e associazioni; la verifica delle segnalazioni pervenute e la costituzione di un gruppo di lavoro per la valutazione di monumentalità degli alberi censiti.

Per albero monumentale si intende:

  • l’albero ad alto fusto isolato o parte di formazioni boschive naturali o artificiali, vale a dire l’albero secolare tipico;
  • i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, compresi quelli nei centri urbani;
  • gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, come ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

D’altro canto, sono 7 i criteri che permettono di definire un albero come “monumentale”. Nello specifico:

  1. pregio naturalistico legato all’età e alle dimensioni, in relazione alla specie e alle condizioni ecologiche di vita (da valutare circonferenza del tronco, altezza, ampiezza e proiezione della chioma ecc.);
  2. pregio naturalistico legato a forma e portamento della pianta, fattori alla base del suo successo biologico e, perciò, dell’importanza che le è stata attribuita dall’uomo nel corso del tempo;
  3. valore ecologico, relativo alle presenze faunistiche che su di esso si insediano, con riferimento anche alla rarità delle specie coinvolte, al pericolo di estinzione e al particolare habitat che ne garantisce l’esistenza (cfr. La fauna selvatica degli alberi monumentali);
  4. pregio naturalistico legato alla rarità botanica;
  5. pregio naturalistico legato all’architettura vegetale(da valutare, ad esempio, gruppi vegetali organizzati in architetture basate su di un progetto architettonico unitario e riconoscibile, in sintonia o meno con altri manufatti architettonici ecc.);
  6. pregio paesaggistico, che considera l’albero come possibile elemento distintivo, punto di riferimento, motivo di toponomastica ed elemento di continuità storica di un luogo;
  7. pregio storico-culturale-religioso, che riguarda esemplari legati a particolari eventi della storia locale, tradizioni, leggende, riferimenti religiosi.

Quindi, più in generale, agli alberi monumentali è riconosciuto anche un valore culturale, oltre che puramente ambientale, poiché non sono solamente grandi esemplari di bell’aspetto, ma sono, forse soprattutto, “sopravvissuti alla storia”, nel senso di testimonianze di paesaggio, di un ecosistema, di un uso del suolo e di una precisa fase della vita degli uomini che, attraverso le generazioni, li hanno piantati e accuditi.

In Emilia-Romagna hanno aderito al primo censimento nazionale 196 Comuni, e sono state valutate oltre 600 proposte, formulate compilando una scheda contenente: dati identificativi, localizzazione geografica, contesto nel quale l’albero è inserito, gli aspetti di monumentalità, la tassonomia, dati dimensionali, condizioni vegetative, lo stato fitosanitario e una dettagliata documentazione fotografica. Alla fine, è stato stilato un elenco di 107 esemplari da proporre al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Di questi 107, 100 sono alberi singoli e 6 gruppi secondo questa distribuzione territoriale: 34 per la provincia di Bologna, 8 per quella di Ferrara, 13 quella di Forlì-Cesena, 15 quella di Modena, 12 quella di Parma, 7 quella di Piacenza, 9 quella di Ravenna, 6 quella di Reggio Emilia e 3 quella di Rimini.

Fonte: http://ambiente.regione.emilia-romagna.it