Latte Sì o Latte No?

A cura della Dott.ssa Sandra Sivilia, Farmacista esperto in Omeopatia, PhD in Neuroscienze, Naturopata professionista

Sin da bambini si raccomanda l’assunzione giornaliera di latte vaccino, perché si pensa sia l’unica fonte di calcio (Ca2+). Sicuramente si tratta di un alimento ricchissimo di Ca2+, ma il suo utilizzo andrebbe moderato! Il latte vaccino contiene tanto Ca2+ e fattori di crescita fondamentali per il vitellino che, appena nasce, deve mettersi in posizione quadrupede, per cui necessita di un alimento in grado di irrobustire l’apparato osteo-muscolare. L’uomo invece, non ha questa esigenza, inizia a camminare dopo il primo anno di vita, la sua prima richiesta consiste nello sviluppare il sistema nervoso grazie all’assunzione di grassi e vitamine di cui il latte materno è ricco. Le caseine presenti in questo nettare candido vaccino, difficilmente vengono digerite ed eliminate dall’intestino e, sotto forma di muco, tentano una via di uscita a livello dei bronchi e delle vie aeree superiori, dove tendono ad accumularsi. Questo è il motivo per cui non è consigliabile una dieta con latte e formaggio in presenza di un raffreddore.

Inoltre, sono presenti molecole pro-infiammatorie (leucotrieni) che peggiorano uno stato infiammato, già pre-esistente, aumentando il dolore soprattutto a livello articolare come gambe, braccia, ginocchia, mani e piedi.

Per quanto riguarda la menopausa, c’è la tendenza ad assumere questo alimento in modo smisurato per bloccare il fenomeno dell’osteoporosi. Peccato che le proteine acidificanti, richiamando dai depositi (ossa) i sali minerali, per tamponare l’acidosi tissutale, favoriscono l’ulteriore perdita di Ca2+ dalle ossa stesse, impoverendole maggiormente.

D’altro canto è anche corretto sottolineare le qualità nutrienti che un buon latte sano potrebbe avere. Ovviamente le sue proprietà organolettiche dipendono dalla sua derivazione. Le mucche da allevamento intensivo sono stressate perché ferme in stabulari, vengono trattate in modo da evitare pandemie influenzali, si cibano di alimenti di minor valore. Invece, le mucche al pascolo, ancor meglio se di alta montagna, sono più serene perché libere di muoversi e, mangiando l’erba forniscono un latte giallo perché ricco di vitamina B12 e grassi Omega3 che sono anti-infiammatori. Quindi consigliando di farne un uso non quotidiano, lascio a voi lettori la scelta!

E non temete il Ca2+ è presente anche in tantissimi altri cibi come legumi, verdure, funghi e frutta secca.