È vero che tutte le acque sono uguali?

di Romina Mattoni

Si fa presto a dire acqua. In realtà le qualità e le caratteristiche organolettiche del liquido trasparente di cui hai bisogno ogni giorno non sono uniformi.
Di conseguenza anche se a te sembra di bere la stessa cosa di fatto non è così ed è per questo che sapere  riconoscere i componenti è per te fondamentale per capire se stai nutrendo il tuo organismo oppure no. Come fare quindi per orientarti? Forse non sai che esistono alcune leggi che regolano con precisione i parametri delle acque destinate al consumo umano. Una di queste è il Decreto Legislativo 31/2001, il cui obiettivo è tutelare il tuo benessere e la tua qualità di vita attraverso un’informazione corretta sulla qualità dell’acqua. Fermo restando che i contaminanti, purtroppo, ci sono è necessario determinare fino a quali quantità la loro presenza è tollerata senza avere effetti nocivi sul tuo organismo.
Microrganismi e batteri patogeni sono invece banditi. Ciò detto vediamo alcuni dei componenti più comuni, che trovi anche sulle etichette delle bottiglie:
−− rame 1,0 mg/litro
−− floruro 1,50 mg/litro
−− piombo 10 microgrammi/litro
−− alluminio 10 microgrammi/litro
−− cloruro 250 mg/litro
−− solfato 250 mg/litro
−− sodio 200 mg/litro
Lo stesso decreto mette in evidenza quattro indici ai quali è importante che tu faccia attenzione nel momento in cui scegli una marca piuttosto che un’altra oppure ti avvali di sistemi di filtrazione domestici:
durezza, valori consigliati tra i 15°e i 50° f
−− residuo fisso a 180° C, valore massimo consigliato 1500 mg/litro
−− disinfettante residuo (se usato), valore consigliato 0,2 mg/lirto
−− ph soglia minima 6,5 e massima 9,5
Sulla durezza è necessario soffermarsi un attimo. E’ vero che un’acqua troppo dura comporta problemi al funzionamento degli elettrodomestici formando incrostrazioni. Dall’altro lato la durezza è data dalla
presenza di sali di calcio e di magnesio, dei quali il tuo fisico ha bisogno per le ossa e per far funzionare correttamente i processi metabolici.
Un’acqua priva di questi due elementi o comunque con valori molto bassi, quindi, non ti fornisce un apporto giornaliero adeguato.
In questo articolo ti ho, dunque, sfatato uno dei miti che possono indurti in scelte erronee.
Nel prossimo ti parlerò del Decreto Ministeriale 25/2012, grazie al quale inizieremo il viaggio verso le apparecchiature per il trattamento delle acque.