Dopo 6 giorni di dieta bio si dimezzano i pesticidi nel nostro corpo

Uno studio delle Università della California – Berkeley e San Francisco – dimostra che i livelli di pesticidi diminuiscono fino al 60% dopo sei giorni di dieta biologica. Un anno fa la campagna di Cambia la Terra #IPESTICIDIDENTRODINOI ha fatto un’analoga esperienza con una famiglia italiana.


Uno studio pubblicato il 12 febbraio scorso sulla rivista Enviromental Research, realizzato dai ricercatori delle Università di Berkeley, di San Francisco e dalla rete Friends of the Earth, ha rivelato che passare a una dieta bio riduce significativamente i livelli di pesticidi sintetici nell’organismo umano già entro la prima settimana. La diminuzione della presenza di pesticidi, rivelata nei campioni di urine di quattro famiglie, si attesta intorno al 60,5% dopo sei giorni di dieta completamente biologica.

Dieta bio, quali sono le sostanze che calano di più? Il maggiore calo si verifica per i pesticidi a base di organofosfati, come il malatione, diminuito del 95%, e il clorpirifos, ridotto di due terzi. Questi due insetticidi sono considerati tossici soprattutto per i bambini, intervenendo direttamente sul cervello in via di sviluppo.

Oltre agli organofosfati, i ricercatori hanno dimostrato che è presente una riduzione sostanziale anche per gli insetticidi neonicotinoidi – causa di enormi perdite di insetti e di impollinatori – e piretroidi, alla base di sostanze sempre più utilizzate negli Stati Uniti e a livello globale. Anche in questo caso il taglio si attesta a livelli elevati: 83% i primi e il 50% circa per i secondi.

I ricercatori sostengono che il numero del campione, quattro famiglie, è già sufficiente a dimostrare che i pesticidi sono presenti negli alimenti convenzionali e che passare a una dieta biologica ne diminuisce drasticamente la percentuale. Aggiungono che il dipartimento della California ha già dimostrato l’esistenza di pesticidi nella frutta e verdura venduti nello Stato, e che sui prodotti biologici le percentuali sono inferiori all’1%.

Secondo il venticinquesimo rapporto annuale del Dipartimento dell’agricoltura “Pesticide Data Program”, pubblicato a dicembre 2016, i consumatori americani preferiscono che non ci siano residui di pesticidi, anche se entro i limiti di legge, sui prodotti che acquistano.

In California, nel 2017, il pesticida clorpirifos è stato inizialmente dichiarato illegale e ne è stata chiesta la rimozione dal mercato, proprio a causa dell’associazione con lo sviluppo di disabilità e problemi di salute. Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha chiesto e ottenuto un riesame di questa decisione, e ora il divieto all’uso del clorpirifos è oggetto di un disegno di legge.

Un anno fa la campagna di Cambia la Terra #IPESTICIDIDENTRODINOI ha fatto una analoga esperienza con una famiglia italiana. I risultati dopo soli 15 giorni di dieta bio sono stati sorprendenti. Su 16 analisi delle urine – 4 per ognuno dei membri della famiglia – effettuate da un laboratorio accreditato di Brema, ben 13 hanno dato risultati estremamente positivi, con significative differenze tra prima e dopo la dieta. Madre, padre, due bambini di 7 e 9 anni: per tutti loro e per quasi tutte le sostanze chimiche analizzate, si è passati da livelli di contaminazione alti a quantità molto basse e spesso sotto i limiti di rilevabilità.  La “decontaminazione” ha funzionato per alcuni degli insetticidi più utilizzati dall’agricoltura convenzionale (clorpirifos e piretroidi) e per il glifosato, l’erbicida contro cui si è mobilitata l’opinione pubblica e una parte della ricerca a livello europeo e non solo.

Fonte: www.cambialaterra.it

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