Combattere i cambiamenti climatici con nuove foreste e parchi urbani

di Marina Melissari, Vivere Sostenibile Lazio

Per stabilizzare gli alti livelli di anidride carbonica atmosferica e contenere i cambiamenti climatici è fondamentale bilanciare le emissioni liberate in atmosfera dalle attività umane. Come? Attraverso una delle più grandi invenzioni della natura: la riforestazione e la valorizzazione del patrimonio forestale esistente. Con questa missione è nata un anno fa la Campagna Mosaico Verde dall’impegno di Legambiente e dalla sua Energy Service Company AzzeroCO2, fondata con Kyoto Club, che si pone l’obiettivo di far collaborare aziende ed enti locali per creare valore condiviso e partecipare insieme alla definizione di piani per l’adattamento ai cambiamenti climatici. La campagna infatti offre la possibilità alle aziende che desiderano investire risorse sul territorio di finanziare la riforestazione in aree messe a disposizione dagli enti locali (Comuni ed Enti parco). Da un bilancio provvisorio di questo primo anno di attività della campagna si riscontra l’elevata adesione degli enti locali: 53, tra Comuni e Enti parco, hanno mostrato interesse nel progetto: 34 hanno già aderito e 19 sono in fase di adesione, per una superficie complessiva messa a disposizione pari a 137 ettari, 86 dei quali già piantati grazie al contributo delle aziende.

L’obiettivo è ambizioso: piantare nei prossimi anni 300.000 mila nuovi alberi e tutelare 30.000 ettari di boschi e aree verdi esistenti. Ambizioso, ma a quanto sembra non irraggiungibile se, secondo i risultati presentati a Roma il 20 giugno, ad oggi sono oltre 233.000 gli alberi che verranno piantati grazie all’impegno delle aziende che hanno già aderito alla campagna. La superficie complessiva stimata necessaria alla realizzazione degli interventi (alcuni dei quali sono stati già realizzati, altri verranno realizzati nei prossimi due anni) è pari a 122 ettari.

La riforestazione tuttavia non riguarderà solo le campagne perché i cambiamenti climatici sempre più avranno effetti sulla vita nelle città e sempre più si avrà necessità di una corretta programmazione della gestione del patrimonio naturale. Da qui l’esigenza che gli enti locali si impegnino a realizzare piani e programmi, promuovendo azioni reali di adattamento ai cambiamenti climatici al fine di ridurre il consumo di suolo, le isole di calore e la biodiversità.

Nel 2019 l’Overshoot day, il giorno in cui l’umanità avrà “esaurito” le risorse messe a disposizione dal Pianeta e inizierà ad erodere il capitale naturale, indebitandosi con il futuro, è stato lo scorso 29 luglio. Vuol dire che la popolazione mondiale avrebbe bisogno di 1,7 Terre (dati Global Footprint Network) per soddisfare le attuali esigenze. Gli italiani necessiterebbero quasi di 4 Pianeti! È necessario dunque invertire la tendenza, pensare globalmente, pianificare e agire localmente. Attraverso le nuove piantumazioni si può aumentare la quota di assorbimento della CO2, lavorare per il riassetto idrogeologico e tutelare la biodiversità. Il commento di Legambiente: “è nelle città che si deve concentrare la sfida di consumare in maniera sostenibile e ridurre le pressioni sulla biodiversità. La popolazione del Pianeta, concentrata per la gran parte nelle aree urbane e nelle città, non solo esercita una forte pressione sulle risorse naturali, ma può con maggiore facilità rispetto alle popolazioni rurali invertire questa tendenza e sposare politiche di tutela innovative, a partire dalla promozione di nuovi spazi verdi urbani che aumentano il benessere dei cittadini e la loro qualità della vita. Le aziende possono così, attraverso l’adesione alla Campagna Mosaico Verde, dare il proprio contributo concreto adottando spazi e territorio degradati o non gestiti per farne delle oasi urbane per favorire la crescita del verde e delle specie animali presenti nelle nostre città ed apportando, in generale, un valore aggiunto in termini di sostenibilità”.