Buoni propositi per l’anno che inizia

di Maddalena Nardi

Sono sempre più convinta di quanto ognuno di noi può incidere sul buon andamento del nostro mondo, anzi, forse, agire sui nostri pensieri e comportamenti è l’unico vera possibilità che, di diritto, abbiamo.
E allora vediamo qualcuna delle azioni che possiamo fare per stare meglio e per garantirci un mondo migliore.

1 – torniamo ad alzare la testa.

E’ di qualche mese fa la terribile notizia del record di pedoni vittime di incidenti stradali perché camminavano guardando ininterrottamente il proprio smartphone, invece che il traffico. Questo, converrete, è inaccettabile. E solo noi ne siamo responsabili. Allora torniamo a camminare a testa alta, fuori dal mondo virtuale, dentro il mondo reale che abbiamo attorno e che racchiude persone, colori, bellezze a portata di mano. Torniamo a occuparci di noi e non dei fatti virtuali, soprattutto mentre camminiamo per strada (o guidiamo). Stiamo in quello che facciamo. Tutto il resto può avere la nostra giusta attenzione in momenti ad esso dedicati. Usciamo dall’allarme del beep del messaggino o dalla morbosa curiosità di scrollare i social.

2 – recuperiamo attimi di pausa.

Non c’è niente di più semplice per me che parcheggiare la macchina quando rientro a casa, e stare ad ammirare il parco antistante il parcheggio, in pieno silenzio, per qualche secondo, invece che farmi prendere dalla frenesia. E di giorno in giorno è un pettirosso a farmi capolino, o la sfumatura di una foglia quella che noto davanti a me, il profumo di un piatto ben cucinato da un vicino di casa… Facciamoci stupire dalla vita normale che è attorno a noi! Come diceva Einstein “Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per così dire morto; i suoi occhi sono spenti.”

3 – abituiamoci a cambiare.

“Nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte – diceva Eraclito – perché né l’uomo né le acque del fiume sono gli stessi.” Il mondo è in continuo cambiamento, ogni giorno ci presenta complessità sempre nuove. Proviamo ad allenarci a questo. Proviamo per esempio a fare una strada diversa la mattina andando al lavoro, o a gustare cibi di altri paesi, a incontrare lo sguardo delle persone che, al mercato come noi, fanno la spesa, leggiamo un libro nuovo, vestiamoci di colori diversi dal solito, iniziamo a camminare con la gamba sinistra invece che con la destra… Tutto si può fare e questo aiuta.

4 – scegliamo chi premiare.

Ogni nostro gesto di acquisto premia qualcuno. Pensiamo all’intera filiera dei prodotti che scegliamo di mettere nella borsa della spesa. Facendola direttamente dai produttori quest’analisi sarà più semplice e anche per i servizi, premiamo chi fa scelte coraggiose ed etiche: come il gesto di prendere il caffè in un bar che decide di NON tenere le macchinette slot machine, portatrici di patologie e di povertà, non certo di ricchezza, in tante persone deboli. Questi gestori rinunciano a profitti sicuri, per tutelare la salute dei propri clienti e allora, premiamo loro invece che altri, che a questo non pensano.

5 – autoproduciamo e non buttiamo.

Anche solo pensando a quante ore ci metteva nostra nonna nel fare un buon pranzo di famiglia, sappiamo che dedicarsi a una preparazione è darle valore, oltre che buona energia. Questo ci aiuta a mangiare più sano e di certo a non sprecare il frutto della nostra dedizione. In cucina, come avendo un orto: sarà di certo un’esperienza intensa gustare un radicchio cresciuto sotto i nostri occhi, grazie alle nostre attenzioni ed evitando pesticidi o concimi chimici. Lo porteremo in tavola appena raccolto, scartando magari una foglia imperfetta, ma non lo butteremo nel cassonetto come se lo avessimo acquistato in pochi anonimi secondi al supermercato, nel suo vestito di plastica (con quello che implica tutto lo smaltimento degli imballi poi…!), insieme a montagne di altri prodotti, per poi lasciarlo in frigorifero più del dovuto…

6 – spostiamoci con mezzi ecologici e pubblici.

E’ tutta salute rinunciare alla macchina privata per inforcare una bicicletta messa a disposizione dal Comune per fare qualche faccenda in centro città; così come viaggiare in treno, conoscendo chi condivide la tratta con noi, magari leggendo un buon libro, buttando l’occhio ogni tanto fuori dal finestrino, per riscoprire un’Italia fatta di tanti paesaggi che sono lì per farsi scoprire.

7 – lo sport giusto per ognuno di noi.

Il legame tra attività fisica e felicità individuale è ormai conclamato anche dalla scienza. Per avere vantaggi di salute e di umore non è necessario diventare atleti super allenati o vincere gare, e non serve nemmeno essere giovani. Scegliamo l’attività o lo sport che più ci piace e partiamo, ricordando che basta anche soltanto camminare con regolarità, magari nel verde di un parco cittadino per tenersi in forma. Sarà occasione per incontrare altre persone, per riscoprire muscoli e tonicità che avevamo dimenticato.

8 – torniamo al senso civico.

Il luogo in cui viviamo è di tutti, ma spesso è percepito come di nessuno. Si rimanda ad altri la responsabilità per esempio della pulizia delle strade. Partiamo da quello che noi tutti possiamo fare, come per esempio raccogliere una bottiglia di plastica abbandonata in un parcheggio, portandola al dovuto cassonetto di differenziata; basta avere con sé un sacchetto anche quando si cammina in un bosco o sul litorale. Il mondo là fuori sarà più pulito grazie a un gesto che non ci costa nulla.

E tu, lettore di Vivere Sostenibile, che buoni propositi hai per il nuovo anno? Raccontaceli, scrivendo a vs@viveresostenibile.net

 

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