Buon 2020 (e anche 2030)

L’arrivo del nuovo anno può anche essere un’occasione per riflettere sulle sfide che abbiamo di fronte per costruire un mondo migliore.

di Silvano Ventura – direzione@viveresostenibile.net

Le Feste sono arrivate e anche quest’anno, che ci piaccia o meno, saremo coinvolti in cenoni in famiglia, pranzi con i colleghi e feste con gli amici. Ma anche questi momenti di socialità, possono essere all’insegna della consapevolezza. Nel 2019, la necessità di un cambiamento profondo, ha finalmente riempito le piazze di tutto il mondo. I ragazzi di tutto il Pianeta, sono diventati protagonisti della richiesta di attuare politiche sociali e ambientali oltre che comportamenti personali e collettivi, che diano loro una prospettiva di un futuro di equità, sostenibilità e di pace.

L’ONU ha da tempo fissato i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile nell’agenda 2030, e fra questi, ci sono anche “povertà zero e fame zero”. La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, nel suo ultimo rapporto annuale sullo stato dell’agricoltura nel mondo, ha stimato in 820 milioni, le persone che nel mondo non hanno accesso ad una quantità di cibo sufficiente per vivere. Contemporaneamente, in questo pianeta dei paradossi, oltre 2 miliardi di persone sono in sovrappeso o obese, e soffrono di tutte le patologie correlate.

Queste due condizioni estreme, comportano che, se da una parte del Pianeta non si accede al cibo, dall’altra parte il cibo è in eccesso e viene sprecato! Un terzo di tutte le risorse alimentari della Terra, viene perso nella filiera che va dalla produzione, allo stoccaggio, alla distribuzione, fino al consumo finale, con uno spreco di risorse ambientali ed economiche, non più tollerabile ne eticamente ne economicamente!

Tutte le energie, il lavoro, i prodotti, i macchinari agricoli e i carburanti per farli funzionare, l’elettricità per le celle frigo che si usano per stoccare questa enorme quantità di prodotti che viene sprecata, oltre che non essere utili a nessuno, non fanno che aumentare emissioni di gas serra ed inquinamento, peggiorando lo stato del nostro ambiente ed accelerando il cambiamento climatico.

Eliminando completamente gli sprechi, oltre che ridistribuendo le risorse in modo più equo, potremmo abbattere le emissioni di gas serra, rallentare il cambiamento climatico e ridare lavoro a intere comunità.

Da parte nostra, possiamo impegnarci per non sprecare cibo nelle nostre case. Anche in questo modo, daremo il nostro contributo alla sfida globale del cambiamento climatico, ed anche quella della giustizia, dell’equità e della dignità per tutti i popoli della terra.

E’ fondamentale, in particolare in questo periodo dell’anno caratterizzato da grandi cene e pranzi di famiglia, non sprecare alimenti e stare attenti a quello che si acquista. Acquistiamo meno e meglio perché, a causa del cambiamento del clima e delle sue conseguenze, abbiamo sempre meno risorse da investire per produrre “cibo buono e sano”.

Privilegiamo i prodotti da agricoltura biologica e a km 0, che sono amici dell’ambiente, salutari e di qualità garantita e questi sono tre ottimi motivi che ne giustificano la grande diffusione di questi ultimi anni. Il principio fondamentale dell’agricoltura biologica è di mantenere la naturale fertilità del terreno e un suolo sano, è alla base della produzione di alimenti sani! In pratica questo significa: l’osservanza del naturale ciclo delle colture, la salvaguardia della biodiversità e il divieto di utilizzo di concimi e antiparassitari di sintesi chimica.

In questo modo il terreno non viene “sfruttato e impoverito”, come è accaduto in decenni di agricoltura tradizionale e questo potrà garantire nel tempo, un suolo sempre ricco e fertile, che darà prodotti sani, nutrienti e buoni, anche alle generazioni future.

 

 

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