Agire ora per salvare la Terra

Cambiare le nostre abitudini di spesa e di consumo, per influenzare i modelli di produzione e andare verso un futuro sostenibile.

di Silvano Ventura – direzione@viveresostenibile.net

60 anni di ecologia e più di 20 di allarmi sul cambiamento climatico e, come su un bus guidato da un pazzo, almeno una certezza ora l’abbiamo: lo schianto è inevitabile! Se ne sono resi conto i giovani studenti del Fridays For Future che in tutto il mondo scioperano per sensibilizzare Governi e popolazione sull’incerto futuro che li aspetta.

Gli studi e le rilevazioni, certificano in modo inappellabile che la percentuale attuale di CO2 in atmosfera, è ormai di 412 ppm (parti per milione). Le cause dello stravolgimento climatico globale al quale stiamo già assistendo, sono la conseguenza dell’attività umana che, nell’ultimo secolo, con la combustione di carburanti fossili, (petrolio, gas, carbone e tutti i loro derivati) ha fatto impennare la presenza di gas effetto serra in atmosfera. Questo con buona pace di tutti quei negazionisti (Mr Trump in testa), che si sono sgolati per anni per convincere il mondo intero su quanto di naturale, ciclico e inevitabile ci fosse nel cambiamento climatico in atto.

Questo livello di gas serra, è ampiamente superiore a quel 350 ppm, che solo pochi anni fa, era ritenuto come soglia invalicabile per evitare disastri ambientali, economici e sociali difficilmente immaginabili. Con questa alta percentuale di CO2, che induce la rifrazione dei raggi solari all’interno dell’atmosfera terrestre, il riscaldamento medio globale si avvia a superare il grado nel breve periodo, ma nessuno sa con certezza, di quanto ancora, la temperatura media terrestre, potrà aumentare.

Le trattative dei governi mondiali per limitare le emissioni, da Kyoto nel 1997 in poi, sono state difficili e spesso contrastate da quei paesi che percepivano l’allarme sui cambiamenti climatici come vincolo per la loro crescita economica e da quelli con grandi interessi legati alla produzione del petrolio, come USA, Arabia Saudita, ecc.

Ora non c’è più tempo! Lo vediamo già oggi nella cronaca quotidiana di eventi climatici estremi e devastanti, nella deforestazione dei polmoni del pianeta, nello scioglimento dei poli e dei ghiacciai non più eterni, negli incendi delle foreste boreali, nell’erosione e desertificazione dei suoli, nella acidificazione degli oceani e nelle isole di plastica che ci galleggiano, nella perdita della biodiversità.

L’impatto dell’uomo e delle sue attività su questo Pianeta è diventato devastante e senza politiche globali e scelte responsabili personali, i rischi che corriamo sono altissimi!

E se i Governi stanno già agendo (e sempre di più dovranno farlo) con politiche di fortissima incentivazione della produzione carbon free, delle economie circolari, dell’efficientamento energetico, della sensibilizzazione a consumi corretti e sostenibili dei cittadini e di misure compensative per le economie che dipendono maggiormente dall’agricoltura e dallo sfruttamento delle foreste, ognuno di noi ha l’obbligo di agire ogni giorno in modo coerente e responsabile, poiché non ci saranno muri capaci di difenderci dagli effetti e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Non facciamoci illusioni, il cambiamento climatico è già una realtà! E in molti posti al mondo sta già colpendo in modo molto più duro e violento che qui da noi. Le migrazioni di massa non si arresteranno chiudendo i porti, ma cambiando modello di sviluppo e ridando la possibilità di una vita dignitosa e pacifica ai popoli in fuga, come quello Siriano.  

Queste misure sono tecnicamente possibili, ma richiedono una visione alta della Politica e un negoziato paziente per comporre le diversità dei bisogni, sostenuti da un progetto di lungo periodo che vada oltre le pruderie elettorali nei singoli Paesi.

Noi ambientalisti, abbiamo la responsabilità di creare una visione positiva, forte ed attrattiva di un domani senza combustibili fossili. I ragazzi del Fridays For Future, hanno ridato gioia e fantasia all’ambientalismo. Se falliremo, a loro dovremo spiegare il perché non abbiamo agito o non lo abbiamo fatto abbastanza, per salvare questa Terra e il loro futuro.

E allora sta ad ognuno di noi, ora, incontrarci per parlare di questi temi e di quelli legati a comportamenti di responsabilità individuale e collettiva.

Discutere e lavorare insieme. Disegnare nuovi modelli di vita bella e soddisfacente; influenzare politici, amministratori e aziende con le nostre scelte quotidiane; manifestare la nostra insoddisfazione quando non ascoltati; ma anche festeggiare e condividere i risultati raggiunti.

Progettiamo e manifestiamo insieme ai nostri ragazzi per il nostro e il loro futuro, perché quello è il posto dove noi e i nostri figli andremo a vivere!