Un mese in giardino: Gennaio

di Carlo Pagani

 

Commenti e riflessioni del maestro giardiniere

 

Siamo tutti d’accordo che questo sia il mese più gelido dell’anno, quello che meno ti fa sentire il desiderio di passeggiare nel giardino anche se incappucciato e trasformato in vecchio bacucco con sciarpone e impedito nei movimenti. Eppure qualcosa si sta muovendo nella mente. L’attesa di una giornata di sole sollecita il piacere di correre fuori per vedere a che punto sono le fioriture del corniolo da frutto (Cornus mas), i suoi minuscoli fiorellini gialli che sbocciano sui rami ancora privi di foglie. Questi rappresentano il primo segnale che basta un giorno di sole a farci sognare la primavera. Le giornate in gennaio tendono ad allungarsi, bastano pochi minuti quanto basta per  ricorrere ad internet ed iniziare il vaglio delle sementi, dalle perenni più inusuali ai pomodori migliori da insalata. Ammetto che anch’io faccio parte di questo circuito di appassionati. Come tutti boschi che si rispettano anche il mio, benchè bosco/giardino, ha la sua casetta di legno, un riparo dal freddo. L’arredo semplice ma confortevole è costituito da una vecchia credenza, un tavolo dismesso, la stufa rigorosamente a legna. Qui trascorro le giornate di cattivo tempo, guardando dalla finestra il movimento del fumo del camino che si perde tra olmi e noccioli. Mi incuriosiscono anche i miei amici fagiani ai quali, sempre guardinghi, non sfugge la mia presenza. Frugano sotto le foglie alla ricerca di qualche grano di mais sfuggitogli dai miei lanci quotidiani. Loro sono rimasti le uniche sentinelle del bosco insieme ad alcuni pettirossi. Di merli ancora nessuna traccia. Il lavoro quasi quotidiano consiste nel ripulire i semi raccolti durante l’estate e sistemarli dentro le apposite bustine di carta. Tra 40/50 giorni potrò seminare e inizierà la grande attesa per la germinazione. Nonostante gennaio sia il mese peggiore dell’anno, l’orto seguita a darmi grandi soddisfazioni. Le verze, pur con un velo di brina, sono pronte da portare in cucina, così come le scarole imbiancate e le cicorie Pan di Zucchero. Ci sono tanti lavori da fare anche in questo mese come il controllo dello stato di salute delle mele nella melaia, badando a togliere le guaste, oppure la raccolta delle foglie e il loro accumolo per la decomposizione per poi essere utilizzate come substrato da interrare nella vangatura dell’orto. Tutto ciò che produce la natura va riutilizzato, è bene ricordarlo. Anche se il freddo a giorni è pungente, ricevo la visita di Sciroppo un anziano vecchietto così soprannominato per il suo stato di salute un po’ precario ed un po’ immaginario che lamenta sempre di aver la tosse anche in agosto. Quasi tutti i giorni viene a salutarmi, passando da una sniffata di tritato di aneto all’ingoio di tre gemme di Ginko biloba. Quando per rimanere in tema gli suggerisco un buon digestivo ai semi di cumino, storce il naso e dirotta su un salutare bicchiere di lambrusco. Insieme a lui aspettiamo il primo canto dei merli come il fischio dell’arbitro che da inizio alla partita di primavera. Per un giardiniere in fondo anche gennaio è sopportabile, basta saperlo prendere dal verso giusto!

La vedette del mese

Le bacche in questo periodo sono il colore dell’inverno e nel caso del Cotonester horizontalis sono magnificamente rappresentate.

Lo si può piantare in posizioni soleggiate e a primavera al posto delle bacche i rami si copriranno di minuscoli fiorellini bianchi. Ottimo anche come tappezzante e come tutte le rosacee disdegna i terreni troppo umidi. Una leggera spuntatura a fine inverno ne contiene lo sviluppo in modo armonico.