Le origini dello Shiatsu

di Marcello Marzocchi, Operatore ed istruttore Shiatsu di Accademia Italiana Shiatsu Do

Lo Shiatsu nasce ufficialmente come tecnica a sé stante all’inizio del secolo scorso.

Le sue radici affondano nelle tecniche di manipolazione e massaggio praticati da sempre in Oriente.  A seconda delle fonti consultate, si possono identificare diversi Maestri che per la prima volta hanno “parlato” di Shiatsu o hanno cominciato a considerare l’atto pressorio come tecnica autonoma.

Tra questi, grande importanza viene sicuramente riconosciuta al Maestro Tokujiro Namikoshi.

Nato nel 1905, si narra che, ancora bimbo, si sia trovato a dover alleviare i dolori della madre. Tra le varie tecniche istintivamente utilizzate, sembra che Tokujiro abbia rilevato come le pressioni fossero quelle maggiormente efficaci.

Di qui inizia un processo che porta alla strutturazione e codificazione di un metodo – definito appunto “Shiatsu” (da “shi” = dita e “atsu” = pressione) – caratterizzato da pressioni costanti e perpendicolari alla superficie del corpo trattato.

Le tappe successive furono, nel 1925, la fondazione a Hokkaido ad opera di Namikoshi dell’Istituto Shiatsu, scuola per operatori che porta, nel 1940, alla nascita dell’Istituto Giapponese di Shiatsu (l’attuale Nippon Shiatsu School).

Nel 1955 il Ministero della Sanità Giapponese riconosce lo Shiatsu come un trattamento manipolatorio basato sulla pressione, pur continuando a considerarlo inquadrato all’interno di altre tecniche.

Nel 1964 una nuova normativa lo definisce come una forma di cura del tutto autonoma e distinta sia dall’anma che dal massaggio occidentale praticato in Giappone.

Lo Shiatsu del Maestro Namikoshi si caratterizza, oltre che per l’utilizzo della pressione singola, anche per un approccio “fisioterapico”, di stampo occidentale. Negli anni di pratica si è arrivati alla codificazione di una mappa ove i punti rilevanti sono situati in prossimità di inserzioni muscolo- tendinee, innervazioni e gangli linfatici.

Negli anni ’60 Shizuto Masunaga, allievo diretto di Namikoshi ed insegnante per oltre un decennio nella sua scuola, se ne distacca, fondando una propria scuola e definendo un proprio stile, chiamato Iokai.

L’approccio del Maestro Masunaga si contraddistingue, in estrema sintesi, per il recupero della visione energetica globale dell’uomo tipicamente orientale, per l’introduzione di altre tecniche (nocche, gomiti, etc.) unitamente alla cosiddetta “doppia pressione”, per l’elaborazione di un’originale mappa dei percorsi energetici, con profonde innovazioni rispetto alla tradizione derivanti dalla sua pratica specifica nello Shiatsu.

Verso la metà degli anni ’70 lo shiatsu inizia a diffondersi in Italia. Tra i pionieri, si ricordano Rudy Palombini e Yuji Yahiro.

Nel nostro paese si sviluppa, in un primo momento, come una “medicina alternativa”, in risposta alla crescente domanda di arricchire le spesso insufficienti e parziali risorse della medicina istituzionale.

A partire dagli anni ’90 si evolve in maniera sempre più autonoma e tecnicamente ricca, riprendendo la ricerca “tradizionale” propria delle discipline naturali, indirizzata più alla qualità della vita e allo stimolo delle risorse personali che alla dimensione patologica.

Oggi, sempre più diffuso, lo Shiatsu si rivolge indistintamente a tutti come pratica volta alla valorizzazione delle risorse, capacità e facoltà di entrambi i soggetti coinvolti, qualunque sia il loro stato, età e condizioni iniziali.

Alcuni suggerimenti per approfondire…

“Shiatsu”, di Tokujiro Namikoshi, ed. Mediterranee

“Zen Shiatsu”, di Shizuto Masunaga, ed. Mediterranee

“Shiatsu Do – la via dello Shiatsu”, di Claudio Parolin, ed. Luni