La sindrome padana

di Silvano Ventura – direzione@viveresostenibile.net

 

“Con il termine sindrome si intende, un insieme di sintomi e segni clinici che costituiscono le manifestazioni cliniche di una o diverse malattie”…

 

fogMal di gola, tosse, difficoltà respiratorie, raffreddore, etc. Se siete come me, tra i milioni di abitanti delle città e dei paesi della Pianura Padana, i “malanni di stagione”, hanno ormai poco a che fare con i rigori dell’inverno, ma sono sempre più spesso da imputare alle “polveri sottili” e agli inquinanti che, insieme a loro, respiriamo.

L’alta pressione, insieme alla nebbia, da sempre “Regina degli Inverni” nelle nostre zone, ci porta la stagnazione dell’aria e delle sostanze presenti in essa. Così ci respiriamo l’inquinamento che noi produciamo!

Per la nostra salute, l’impatto peggiore lo hanno le polveri sottili (PM10, PM2,5), che sono un killer silenzioso che inaliamo e che si depositano e si accumulano, insieme agli altri inquinanti che veicolano, nel nostro sistema respiratorio (metalli pesanti, biossido di zolfo, inquinati di varia natura, etc.), provocando disturbi e malattie respiratorie e cardiovascolari.

La Pianura Padana, con la sua conformazione a “catino”, non permette la dispersione degli inquinanti (proprio come avviene per la nebbia) data dalla ventilazione e allora eccoci qui a farci degli “aerosol” di veleni! Nel novembre dell’anno scorso l’Agenzia Europea dell’Ambiente, ha pubblicato uno studio dal quale si ricava che sono 467mila all’anno in Europa, le morti premature da imputare all’inquinamento atmosferico e purtroppo, la nostra Pianura Padana, risulta essere tra le zone con la qualità dell’aria peggiore dell’intero continente.

Le fonti di inquinamento sono tante; dal trasporto al riscaldamento domestico, dall’agricoltura e allevamento intensivi agli inceneritori, dagli impianti termici per la produzione di energia ai processi industriali.

E’ l’ennesima prova che è proprio il nostro modello di sviluppo a non essere sostenibile, oltre che per il Pianeta, per la nostra stessa salute e sopravvivenza!

I problemi legati all’inquinamento locale del nostro territorio, sono urgenti e complessi e coinvolgono non solo la sostenibilità ambientale, ma anche interessi economici e sociali.

Credo servano scelte coraggiose e innovative che superino l’obsoleta equazione “maggior sviluppo = maggior benessere”. Non si tratta di tornare indietro o di malinconia di una civiltà bucolica, ma di mettere la nostra salute e quella delle fasce più a rischio, come gli anziani e i bambini, non il denaro e la speculazione, al centro delle scelte di un nuovo paradigma di società!

Ai politici e agli amministratori il compito di studiare ed attuare norme e regolamenti che incentivino le nuove tecnologie e riducano le emissioni inquinanti, da qualsiasi fonte esse provengano. Responsabilità nostra, in particolare di noi cittadini di questa pianura “asfittica”, partecipare ai cambiamenti di modello di sviluppo e di stile di vita.

 

Buona lettura del numero di Gennaio di Vivere Sostenibile e buon 2017!