La rabbia degli onesti

di Silvano Ventura – direzione@viveresostenibile.net

terremoto-webAbituarsi… un po’ alla volta ci si abitua a tutto. In fondo chi di noi si sente davvero ancora profondamente e intimamente sconvolto dalle immagini di barconi pieni profughi, di case crollate o di guerre lontane?
Allora a vedere i paesi sbriciolati dal terremoto di fine agosto, la conta dei morti, dei feriti e degli sfollati, a sentire le storie di vite travolte o cancellate, il balletto dei politici, i loro “non vi lasceremo soli” e i “ricostruiremo tutto come prima”, ciò che provo è disgusto e rabbia.
Ma non sarà il caso di chiederci a chi mai farà comodo questa “emergenza continua” nella quale viviamo?
Se è vero che un terremoto non è prevedibile, le sue conseguenze lo sono certamente!
Poi ci sono tutti gli altri eventi naturali o di altro tipo, che prevedibili lo sono eccome!
Però, gli allarmi, ci rombano intorno come tuoni di un temporale di Agosto. Così ad ogni pioggia, ad ogni barcone, ad ogni estate calda o inverno freddo, scatta un’emergenza!
Progettare, costruire e riqualificare il patrimonio edilizio di tutto il nostro Paese, applicando le norme antisismiche e di efficienza energetica, oltre che obbligatorio per Legge, dovrebbe essere imprescindibile: ma così non è!
Dal terremoto che nel 1908 distrusse Messina, in Italia si sono susseguiti decine di eventi sismici. L’Italia intera, con la sola esclusione della Sardegna, è attraversata dalla convergenza delle placche africana ed eurasiatica. Questo, insieme alla sua conformazione unica, la rende tanto fragile quanto meravigliosa.
Il nostro Paese è straordinariamente ricco di bellezze naturali e di magnifiche opere degli uomini, che nei secoli, l’hanno abitato. I centri storici delle nostre città e di migliaia di piccoli e medi paesi, sono veri e propri gioielli che dovremmo tutelare e valorizzare.
Non credo che per fare questo sia funzionale intervenire sempre e (spesso) solo, dopo che disastri e distruzioni sono avvenuti. Invece abbiamo lasciato che la speculazione inondasse con inutili colate di cemento e bitume, le nostre valli, le coste e le pianure.
Sono milioni le abitazioni (oltre 8, secondo il catasto) che risultano sfitte e vuote e così assistiamo al paradosso delle famiglie senza casa e delle case senza famiglia!
A queste vanno aggiunti decine di migliaia di capannoni inutilizzati in zone industriali quasi azzerate da globalizzazione e crisi economica.
In cambio del benessere effimero che il costante aumento del PIL doveva darci, sono stati svuotati paesi e disperse comunità, cementificate pianure e distrutti arenili. Costruite inutili e faraoniche opere pubbliche e grandi industrie malsane e inquinanti e che ora cadono a pezzi, lasciando ai nostri figli solo gli oneri della loro bonifica.
Forse l’unica vera emergenza è stata, ed è ancora almeno in gran parte, quella della speculazione e dei “soldi facili”! Tutte le altre “emergenze” alle quali siamo costantemente richiamati dai media, sono solo un metodo di “distrazione di massa”!
Allora ben venga anche la rabbia. Che questa sia un’occasione per dedicare meno tempo a TV, FB e whatsapp, Parliamoci di più, ricostruiamo non solo case fatte bene e paesi vivibili, ma anche comunità solidali, attente con il potere e inclusive con deboli ed emarginati.

Partecipa alle iniziative solidali a favore dei terremotati promosse dalla rete di Transition Italia e da Vivere Sostenibile. A pag.3 tutte le info.

Buona lettura del numero di ottobre.