INTEGRAZIONE FASCIALE

di Andrea Perni, Associazione Casa Babina – www.casababina.it
img-20160830-wa0007In questo tempo abbiamo a disposizione una cosa come mai nella storia dell’essere umano, l’informazione. Nonostante questo molte persone non hanno ancora compreso il beneficio di un trattamento manuale.

Sarà in qualche modo legato alla nostra attenzione, continuamente disturbata e distratta, questo ci può far dimenticare anche le cose più personali. Buona maggioranza degli esseri umani non hanno nemmeno memoria del loro sentire. Portando come primo effetto quello di distaccarsi completamente dalle loro percezioni corporee. Qualcuno si è già accorto che gli effetti di questo distacco è la continua ricerca di sensazioni sempre più forti per poter arrivare a sentire.

“Il nostro corpo è come un’arpa dell’anima e sta a noi trarne della musica oppure suoni confusi” Khail Gibran, mostra Body World Roma (2012).

Il nostro corpo ci invia continuamente messaggi sul nostro stato di salute fisico e mentale, a cui generalmente diamo poca attenzione. La nostra distrazione lo può rende come un bambino piccolo, che ancora non riesce a esprimersi verbalmente, meno lo ascoltiamo più manda segnali difficili da interpretare.

Sottoporsi a un trattamento di Integrazione Fasciale® permette, a vari livelli, di attivare un processo di auto guarigione del corpo.

“Da sempre la terapia manuale ha rivolto il suo interesse al trattamento dei tessuti molli. La fascia, tra questi, è attualmente riconosciuta come una delle principali cause del dolore, riduzione della mobilità, e disfunzioni muscolo scheletriche. Questi sintomi, vengono efficacemente allevati trattando i tessuti fasciali” Leon Chaitow (La Fascia).

Vivere un’esperienza di manipolazione fasciale può permettere di percepire una generale sensazione di benessere, di migliorare la percezione del proprio corpo e di conseguenza il rapporto con se stessi. Questo ha come risultato un miglioramento su tutti i piani in cui l’individuo è coinvolto: sia personale, professionale e sportivo.

«Il corpo è come una macchina con tanti sensori. Nei numerosi allenamenti, e soprattutto in gare come queste, lo mettiamo tutti sotto stress, e a rischio infortuni. Il segreto è saper sentire i segnali, ascoltare quando ci dice che è ora di riposare e di recuperare le energie, anche mentali, per poter arrivare agli appuntamenti in perfette condizioni. Un esempio? Quando hai voglia di alzarti la mattina per allenarti, ma il corpo vorrebbe stare sdraiato ancora per qualche ora: chi ha ragione?». Marco Zanchi campione di Ultra Trail.

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