In rapporto con la natura

di Salvatore Conforto

 

Siamo sempre pronti ad “avere”, spesso più che a dare e questo ci porta molto spesso a “prendere” dalla natura. Ma quante volte andiamo in seno ad essa con animo grato e sorridente, riconoscenti e felici per quanto ci viene regalato in bellezza, calore, profumi, balsami, aria pura? Ecco l’atteggiamento che dovremmo avere sempre quando ci troviamo in un bel paesaggio, particolarmente in montagna.

E’ bello salire sui monti e so bene che questo non è possibile a tutti, ma qui mi riferisco a semplici passeggiate su sentieri facili nei boschi di montagna, non a grandi scalate e questo, naturalmente, lo possiamo fare quasi tutti e immergerci in un ambiente naturale ed averne anche un vero beneficio psico-fisico. Bisogna avere occhi e saper vedere quanta bellezza vi sia in un paesaggio montano, in un sentiero, in un angolo di bosco illuminato a tratti da raggi dorati, con contrasti di luce e colore stupendi.

La montagna è elevazione, è salire, elevarsi pian piano lasciandoci dietro l’infimo, il pesante, (e spesso smog e afa) purificandoci in un’aria sempre più limpida, luminosa, mentre la visuale si amplia divenendo sempre più estasiante! Inoltre, quasi ad ogni passo la scena cambia, si rinnova, offre nuovi aspetti, colori, sorprese. È necessario fermarsi e soffermarsi, rallentare, fermarsi ancora e poi sostare immobili, contemplare, spostarsi un po’ più in là e fermarsi, lentamente volgere lo sguardo in tutte le direzioni, compreso il cielo, le nuvole, il sole.

Spalancare gli occhi, le orecchie, le narici, il cuore ed altri sensi ancora, più sottili. Ascoltare la canzone del silenzio! E una gioia nuova, grande, ci viene accanto e ci riempie; è felicità! Ecco come porsi in ascolto! Gustare la bellezza degli alberi, la forza che da loro emana, la pace che viene dalla loro armoniosa eleganza nei tronchi, nelle fronde, nei colori!

Che differenza dal frastuono della città! Gustare il silenzio, il profumo dell’aria, degli abeti e dei larici, del mugo e del ginepro, gustare i suoni, i canti degli uccelli e ringraziare, gustare i colori delle rocce, dell’erba e della terra, la stupenda sinfonia dei colori in autunno e ringraziare di tutti questi doni gratuiti, di ogni fiore, ogni più piccolo meraviglioso fiore.

Abbracciare un albero, salutarlo e ringraziarlo di essere lì, per la sua bellezza, per l’ombra ed il profumo, per l’ossigeno e per l’energia che ci dona con la sua aura potente! L’albero è anche taumaturgo, stare a lungo sotto un albero grande e sano può dare energia, serenità e pace e riportare equilibrio in cellule ammalate. Ma dobbiamo dargli fiducia, come ad un grande, anziano saggio. Allora e solo con questi atteggiamenti una grande pace scenderà dolcemente nel nostro cuore e ci accorgeremo, con sorpresa, di avere ora una visione diversa della nostra vita.

E’ come quando si vola sulla città, dall’alto ci colpisce la piccolezza dell’uomo e di tutti i suoi affanni a confronto della pace che ci viene dall’immensità; innalziamoci al di sopra di ogni nostra infelicità ed osserviamo noi stessi laggiù, piccolissimi e angosciati da problemi in fondo non così gravi come ci appaiono osservandoli da vicino.

E’ la pazienza che premia, con una consapevolezza più sottile possiamo realmente crescere, possiamo veramente entrare in intimo contatto con la natura che infine vuol dire entrare in contatto con la nostra essenza.

Annunci