I datteri e il loro effetto contro le malattie neurodegenerative

a cura della Dott.ssa Martina Valente, biologa

 

La palma da dattero (Phoenix dactylifera) è una coltura molto conosciuta e importante, coltivata in molti paesi tra cui Africa settentrionale e Medio Oriente. Le piantagioni di palma da dattero sono un’indispensabile fonte di guadagno per questi paesi i quali ne esportano i prodotti in numerosi stati occidentali. Il prodotto più popolare è il frutto della palma, ovvero il dattero. I datteri vengono frequentemente consumati dai popoli arabi per il loro elevato valore nutritivo e per il costo di produzione relativamente basso.

Il valore nutritivo del frutto è costituito prevalentemente dall’alto tasso di zuccheri semplici che esso contiene. Ciò fa sì che, dopo aver mangiato alcuni datteri, ci si senta immediatamente più energici e il nostro corpo si rinvigorisca istantaneamente. Infatti, la composizione chimica dei datteri è la seguente: 81-88% di zuccheri semplici (fruttosio, glucosio e saccarosio), 5-8.5% di fibre, un’elevata quantità di fenoli e, infine, una piccola quantità di proteine e grassi. Altre componenti che fanno dei datteri un alimento particolarmente salutare sono vitamine e sali minerali.

Il fatto di essere ricchi di composti fenolici e di flavonoidi fa sì che siano un ottimo alimento dalle proprietà antiossidanti, abile nel contrastare gli effetti dei radicali liberi, perciò contribuiscono alla prevenzione di numerose malattie relative all’invecchiamento.

Alcuni studi hanno addirittura dimostrato che il regolare consumo degli stessi è associato ad una riduzione del rischio di contrarre malattie neurodegenerative assicurando una migliore performance cognitiva nell’anzianità.

L’azione neuro-protettiva è svolta proprio dai fenoli, i quali ridurrebbero anche il rischio di ischemia. Dal punto di vista fisiologico, un’analisi effettuata su pazienti affetti dal morbo di Alzheimer ha dimostrato che una dieta arricchita di datteri della durata di 15 mesi diminuisce i livelli di citochine infiammatorie, citochine pro-infiammatorie e provoca un rallentamento della formazione delle placche senili.

In conclusione, il frutto della palma da dattero costituisce un mezzo attraverso il quale è possibile proteggere il nostro cervello da processi infiammatori e dallo stress ossidativo.

Il meccanismo di protezione è stato dimostrato risiedere nell’attività antiossidante dei composti fenolici che sono presenti all’interno del frutto, quindi è stato dimostrato che il dattero ha una potenziale azione terapeutica contro il morbo di Alzheimer.