Come dare una seconda vita alla plastica?

di Francesca Cappellaro, ricercatrice Ingegneria della Transizione

La plastica è un materiale leggero, chimicamente inerte e adatto a usi molto versatili. Grazie alla facilità di lavorazione, molti sono i tipi di polimeri plastici (PET, PP, PVC, etc.). Essi trovano impiego in numerosi settori: dalla medicina all’informatica, dai mobili all’abbigliamento: la plastica è ovunque! E la possiamo riconoscere dal codice numerico riportato su molte etichette degli imballaggi dei prodotti che consumiamo. Nonostante i numerosi vantaggi legati a questo materiale, la plastica è però tra le principali fonti d’inquinamento del nostro pianeta. Essa deriva dal petrolio, che oltre ad essere una risorsa non rinnovabile, quindi in via di esaurimento, genera nel suo ciclo di vita importanti impatti. Tra questi vi sono emissioni nocive, prodotte nelle fasi di estrazione, trasporto, stoccaggio e lavorazione. Ma la plastica può dare origine a rilevanti impatti ambientali anche nel fine vita. Infatti, non essendo biodegradabile, può permanere nell’ambiente per migliaia di anni. La frazione plastica è presente nei rifiuti urbani in basse percentuali, circa il 10%, ma rappresenta una preponderante quantità dei rifiuti rinvenuti in mare, dal 60 all’80%. Secondo l’UNEP, ciò ha gravi conseguenze sulla fauna marina: 115 specie di mammiferi marini e 312 di uccelli sono a rischio a causa dell’intrappolamento o dell’ingestione di rifiuti plastici. E’ quindi importante evitare che le materie plastiche vengano abbandonate o si trasformino in rifiuti che non sono gestiti correttamente.

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Attraverso il recupero e il riciclo
è possibile riutilizzare milioni di tonnellate di plastica e dare così una “seconda vita” a questa importante risorsa! In base ai diversi tipi di plastica si possono ottenere molteplici prodotti: ad esempio con 27 bottiglie in PET si può produrre una felpa di pile, i flaconi di detersivo possono diventare un ottimo isolante per l’edilizia. Ma come riconoscere e sostenere i prodotti fatti con plastica riciclata? Il marchio PSV, “Plastica Seconda Vita”, è una certificazione ambientale di prodotto per i materiali e i prodotti ottenuti dalla valorizzazione dei rifiuti plastici, recuperati dalla raccolta differenziata o da scarti industriali. Grazie a questo sistema di certificazione è possibile controllare la “qualità” delle plastiche di riciclo e la “rintracciabilità” dei materiali riciclati. Questo marchio rientra nelle dichiarazioni di prodotto di tipo II, in accordo con la norma UNI EN ISO 14021 ed è promosso dall’ IPPR, Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo. Molte sono le tipologie di applicazioni: edilizia, arredo urbano, florovivaistica, contenitori per la raccolta rifiuti, imballaggi, ottica, filati e tessuti, arredo uffici e commerciale, prodotti e arredo per la casa, ma anche materiali e oggetti destinati al contatto con alimenti. Scegliere prodotti con il marchio Plastica Seconda Vita significa sostenere soluzioni ambientalmente sostenibili.

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