B… Biodiversifichiamoci!

di Francesca Cappellaro, ricercatrice di Ingegneria della Transizione

 

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La biodiversità o diversità biologica è l’insieme degli ecosistemi e degli esseri viventi, animali e vegetali, che popolano il nostro pianeta. Forse non ci abbiamo mai riflettuto abbastanza, ma questa diversità è una delle più grandi ricchezze che abbiamo! La varietà delle specie è infatti una necessità per la nostra sopravvivenza, in quanto fornisce risorse essenziali come cibo, fibre, aria, acqua. Senza biodiversità non sarebbero possibili molte attività come l’agricoltura; molte tecniche agricole, metodi di raccolta e trasformazione dipendono dalla diversificazione delle specie. Anche le nostre tradizioni culinarie e alimentari sono fortemente dipendenti dalla biodiversità. Si pensi al sapore dei prodotti tipici regionali, non sarebbe la stesso se tutto fosse appiattito e omologato! La biodiversità, dunque, è una ricchezza non solo naturale ma anche culturale, sociale ed economica. Senza questa varietà rischiamo di perdere competenze, saperi e sapori compromettendo economie e culture locali che sono parte di un patrimonio che ci è stato tramandato da migliaia di anni! Abbiamo quindi la grande responsabilità non solo di tutelare la biodiversità ma di trasmetterla alle generazioni future. E invece accade che la diversità naturale è in diminuzione e il suo declino è veloce e continuo: sia nel numero che nella distribuzione. Secondo l’IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura), più di un terzo delle specie di fauna e flora conosciute nel mondo è a rischio di estinzione. Molte specie sono minacciate: il 21% dei mammiferi, il 70% delle piante, il 35% degli invertebrati. Insieme alle specie selvatiche, scompaiono anche le piante e animali domestici selezionati dall’uomo. Secondo la Fao il 75% delle varietà vegetali è perso, irrimediabilmente. Negli Stati Uniti si arriva al 95%. Oggi il 60% dell’alimentazione mondiale si basa su 3 cereali: grano, riso e mais. E anche la varietà di questi cereali consiste in pochi ibridi selezionati e venduti agli agricoltori da una manciata di multinazionali. Ci troviamo di fronte a una vera e propria estinzione di massa e la maggiore responsabilità di questa perdita globale è dovuta alle attività umane. Deforestazione, urbanizzazione, cementificazione del paesaggio, agricoltura intensiva, inquinamento e  cambiamento climatico portano alla distruzione e alla frammentazione degli ambienti naturali. Le maggiori perdite si riscontrano proprio in quelle aree più fragili ma che sono poi le più ricche di biodiversità. C’è la necessità di invertire questa tendenza, che porta alla distruzione. Perché senza biodiversità viene a mancare la capacità di affrontare i cambiamenti e di riadattarsi ossia di ritornare a uno stato di equilibrio dopo aver subito gli effetti di una perturbazione.

La biodiversità non è un concetto astratto e lontano, ma è una condizione da ricercare proprio ora che stiamo attraversando questo momento di grande difficoltà economica, sociale e ambientale. Cambiare rotta è possibile, partendo col ricostruire una varietà nel suolo, nel territorio e nella comunità. La fragilità si risolve favorendo la diversità, che è efficace perché gli elementi lavorano in relazione tra loro, in rete. Se facciamo in modo di creare sinergie tra i diversi individui lavorando con e non contro natura, ricostruiamo un legame tra le persone e la terra, un legame che c’è da sempre. Prendiamo esempio dagli ecosistemi dove tutto è in relazione e non vi sono sprechi ma abbondanza! Anche le criticità diventano punti di forza e nulla viene escluso, ma tutto è parte di un ciclo. Ottimizzando l’energia e le risorse per il bene di tutti si costruisce ricchezza e un futuro per tutti. Ricostruire biodiversità porta abbondanza sostenibile e permanente e crea un sistema stabile, fertile e produttivo. Ripartiamo da qui: biodiversifichiamoci!