Dispersione di guanti e mascherine: un pericolo reale per la salute e per l’ambiente

di Elena Nonis e Maddalena Nardi

Iniziata la fase 2 dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, mascherine e guanti non si rivelano affatto meno importanti che in pieno lockdown. Occorre fare appello al buon senso di tutti non solo per quanto riguarda il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione, ma anche per lo smaltimento che ne consegue. Sono sempre più frequenti le immagini di strade, piazzali, marciapiedi, giardini invasi da guanti gettati a terra dopo essere stati utilizzati. Disperdere nell’ambiente guanti e mascherine mette in serio pericolo la salute della collettività, portando gli operatori addetti alla pulizia dei luoghi pubblici a bonifiche aggiuntive che hanno dei costi e che espongono il personale a dei rischi.

Qualcuno ha scritto che il più grande virus della Terra resta ancora il comportamento umano…

I guanti e le mascherine, rifiuti a perdere non riciclabili, non sono purtroppo gli unici ad essere lasciati con noncuranza su marciapiedi, prati e spiagge. Anche fazzoletti, garze impregnate di disinfettanti, cuffiette monouso, tute usa-e-getta rappresentano una fonte di inquinamento e un pericolo per l’igiene. E’ possibile che in poco più di due mesi abbiamo perso tutte le attenzioni riguardo alla plastica mono uso, al corretto conferimento dei rifiuti e che in così tante persone si permettano di gettare a terra noncuranti del prossimo e dell’ambiente, mascherine e guanti?

Al posto dei fiori nei giardini appaiono sempre più spesso questi azzurri rifiuti magari pure infetti…

Si rammenta che, indipendentemente dalle regole per la raccolta differenziata in vigore nel comune di residenza, i rifiuti suddetti vanno smaltiti nel contenitore che si utilizza per l’indifferenziato e il consiglio è di isolarli in sacchetti chiusi. La legge prevede sanzioni per coloro che abbandonano i rifiuti, ma, indipendentemente dai discorsi punitivi, in questo particolare momento storico si confida nel senso civico delle persone, sia a difesa dell’ambiente che della comunità.

Negli scorsi mesi, nonostante la tragedia della pandemia che ci ha colpiti, abbiamo potuto gioire di fronte alle immagini di animali e piante che, con la nostra assenza, si sono rapidamente riappropriati dei loro spazi. Ora che l’umanità ha ricominciato ad uscire dal proprio nido, è concreta la minaccia che la plastica dei presidi in questione vada a sommarsi a quella già presente in quantità nell’ordine di tonnellate nei nostri mari! Per scongiurare tale eventualità, la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi ha chiamato le istituzioni competenti alla predisposizione di raccoglitori dedicati in prossimità di porti, parchi, supermercati. A guadagnarci sarà la salute, sia umana che ambientale!

E’ anche possibile scegliere di utilizzare mascherine in tessuto, riutilizzabili e igienizzabili, ce ne sono perfino di belle!

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