Settembre: facciamo scorte per l’inverno!

di Marinella Galletti

Nella nostra tradizione rurale, l’inizio dell’autunno è il momento di organizzare le dispense: si preparano le ultime conserve, che sono iniziate con quella di pomodoro, durante i mesi di luglio e Agosto e continuano con gli ultimi raccolti di peperoni, melanzane, zucchine, che possono agevolmente essere messe sott’olio. L’inventario della dispensa oggi non è più di moda, perché con la diffusione della grande distribuzione ci siamo abituati a trovare tutto sempre, senza porci domande sulla provenienza, la conservazione e la manipolazione. Non siamo più abituati nenche a fare questo con le nostre energie.
Nella nostra tradizione rurale, l’estate era la stagione del grande lavoro, mentre in autunno il ritmo iniziava  a calare, tutto rallentava ancor di più dopo la vendemmia, per finire al ritmo lentissimo dell’inverno, con lunghe notti di sonno e riposo, corti giorni di attività lavorativa. Tutto questo, in accordo con i ritmi naturali, permetteva di utilizzare per l’inverno le risorse energetiche al meglio per contrastare il freddo e le malattie. Come i semi nelle profondità della terra si preparano a schiudersi in primavera, facendo il pieno di nutrimento ed energia vitale, così facevano i nostri contadini. Oggi invece? Abbiamo fatto le vacanze d’estate e ora occorre tornare ai ritmi frenetici del vivere quotidiano della civiltà industriale. Come tutelarci? Ci servono comunque energie per l’inverno, anzi di più visto che non possiamo rallentare e dobbiamo andare contro natura.


Se non l’abbiamo mai fatto, utilizziamo questa stagione di mezzo per iniziare a consumare cibi più integri e vitali, assumiamo per prevenzione integratori che favoriscono il lavoro del nostro intestino, organo principe di questa stagione. Nutriamo il nostro terreno con oligoelementi selzionati ad hoc, mangiando frutta secca, introducendo cibi ricchi di omega 3-6-9 come i semi di lino macinati, o di canapa decorticata, o di chia.
Approfittiamo delle giornate ancora miti per camminare all’aria aperta. Una volta le cosiddette “cure ricostituenti” si facevano nelle stagioni di mezzo: era una pratica sana e da recuperare. Il corpo umano funziona come un terreno agricolo: ai tempi di produzione ( al culmine in estate), se non si vuole che questa cali, deve seguire un tempo di riposo e concimazione; in natura queste due fasi avvengono di solito in inverno Quando arriva il generale inverno, se il nostro terreno (corpo) è  povero di risorse, si ammalerà più spesso e facilmente, con maggiori difficoltà anche a recuperare. Nel caso dell’ “essere umano” questo è  stravolto rispetto alla natura, quindi ancora più importante da considerare.
La salute è un bene prezioso e l’unica vera prevenzione è di occuparsi del nostro benessere prima che compaia una malattia.
Approfittiamo di questo autunno per inziare a farlo davvero!

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