Amo la Terra!

di Silvano Ventura – direzione@viveresostenibile.net

E’ amore per la Terra schierarci con convinzione a favore di una più equa ridistribuzione delle risorse, della ricchezza e del tempo. I nostri gesti e le nostre scelte quotidiane, contano!

L’agricoltura è forse la più grande invenzione dell’umanità! Capisco che questa affermazione, nell’era delle tecnologie digitali e della globalizzazione del commercio, può sembrare anacronistica, ma senza l’agricoltura, ora non saremo qui a godere (e un po’ a patire), di tutta questa modernità. I nostri avi erano nomadi, cacciatori e raccoglitori. Mangiavano bacche, frutti selvatici, radici ed erano costretti a muoversi costantemente, impegnando tutto il loro tempo, alla ricerca di cibo.

Circa 10.000 anni fa, qualcuno si è poi reso conto che coltivando le piante, si poteva avere a disposizione cibo, senza più dover rincorrere le gazzelle o migrare costantemente da un posto all’altro. Da quel momento, l’umanità è diventata stanziale e sono nate le prime civiltà, che nei millenni si sono evolute dando forma alle scienze, alle religioni, alle arti, alla filosofia, ecc. Perché si sa, che con la pancia piena, si ragiona meglio, o almeno si ha più tempo a disposizione per farlo.

Per molti millenni, l’agricoltura ha accompagnato la nostra evoluzione in modo armonico, Poi, con la nascita dell’agricoltura industriale, l’uso dei macchinari e l’avvento della chimica, la produzione di cibo è aumentata in modo esponenziale e nello stesso modo è esplosa la “bomba demografica”, portando gli esseri umani presenti sulla Terra da 1,5 a oltre 7 miliardi in poco più di un secolo.

Tutto questo è stato possibile solo grazie all’uso dei combustibili fossili.

Di fatto dipendiamo dal petrolio, non solo per ciò che è intuitivo, come riscaldamento, mobilità o illuminazione, ma anche e soprattutto per “mangiare”! Questa è forse la dipendenza meno palese, ma più profonda.

E’ stato calcolato che con questo modello di agricoltura e con i consumi indotti dal mercato, ci servono 10 calorie da combustibili fossili, per produrre 1 caloria di cibo, ma non basta. Oltre il 40% della produzione agricola e il 70% della superficie coltivabile, è impegnata a produrre cibo per gli allevamenti industriali. Animali che diventeranno carne per sfamare quella parte dei cittadini del mondo che se la possono permettere, ma che non ne avrebbero così bisogno, creando in questo modo alcune contraddizioni che possono essere considerate vere “mostruosità” della nostra epoca!

Quasi 1 miliardo di esseri umani del pianeta letteralmente muore di fame, ma nelle aree ricche del pianeta l’ipernutrizione e tutte le patologie ad essa correlata, colpisce oltre 1,5 miliardi di persone, mietendo milioni di vittime ogni anno.

I combustibili fossili che usiamo non solo per far funzionare i nostri trattori, ma per produrre fertilizzanti, diserbanti e altri prodotti chimici, inquinano, avvelenano noi e il nostro cibo e rendono agricoltura e allevamento industriali tra le principali cause dell’aumento dei gas serra (CO2 e metano) in atmosfera e del conseguente cambiamento climatico.

Se il cibo prodotto fosse equamente distribuito, utilizzato in gran parte per alimentazione umana e non sprecato, sarebbe sufficiente per oltre 14 miliardi di abitanti, ma se tutti vogliamo mangiare carne tutti i giorni, oltre a mangiarci anche la nostra salute, presto dovremo fare guerre per l’acqua e per le terre coltivabili, oltre che quelle per il petrolio, che già si combattono da 70 anni.

Per produrre palme da olio, mais, soia e cereali come cibo per le vacche e i polli che mangeremo, si distruggono intere foreste del nostro pianeta e tutta la biodiversità che esse contengono. Questo è un modello di agricoltura e di società che non considera l’impatto che ha sulla Terra. La politica è ferma e mai come ora, a me pare lontana dalla ragione. Attenta a parlare e alimentare solo le paure della gente, supina di un’economia che esalta da sempre la crescita quantitativa. Un’economia dello spreco, della distruzione, delle diseguaglianza e dello sfruttamento.

La crescita non è solo quantità! La crescita è benessere, è rispondere ai bisogni di tutti i cittadini del Pianeta. Non prima questi e poi quelli si arrangeranno. La crescita, è pace, rispetto e condivisione. La crescita deve poter creare una migliore qualità della vita, in ogni zona del Pianeta.

E’ amore per la Terra schierarci con convinzione a favore di una più equa ridistribuzione delle risorse, della ricchezza e del tempo.

I nostri gesti e le nostre scelte quotidiane, contano! Noi siamo una moltitudine e come tale dobbiamo avere la forza di gridare per ridare voce, dignità e un futuro a questo pianeta, a noi che lo abitiamo e alle future generazioni che verranno dopo di noi. #PassaAllAzione

https://www.instagram.com/viveresostenibile/

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