Frutti selvatici: un tesoro da scoprire

di Francesca Cappellaro

Un tempo tutti frutti erano selvatici, anche mele, albicocche, pere… Oggi con le colture intensive la frutta è sempre più selezionata e modificata al fine di apparire lucida ed accattivante sugli scaffali della grande distribuzione. Ma non è tutto oro quello che luccica! Spesso i prodotti delle grandi monocolture si basano sull’utilizzo di derivati del petrolio e hanno notevoli impatti ambientali dovuti ai trasporti. I frutti rustici e minori invece non hanno impatti ambientali, essendo prodotti spontanei e varietà locali che troviamo solo in determinate zone geografiche. Inoltre possiedono un gusto originale ed un valore nutrizionale che li rende unici e preziosi! Varietà come ad esempio le sorbe, le nespole e le visciole vantano molteplici proprietà. Le sorbe appartengono alla famiglia delle Rosacee e sono ricche di vitamine C ed elementi che rafforzano il sistema immunitario. Le nespole sono pomi antichi ricchi di fibre, dalle proprietà diuretiche. Le visciole invece sono ciliegie selvatiche dal gusto amarognolo e dalle proprietà antiossidanti. Purtroppo la reperibilità di questi frutti non è sempre facile, anche perché queste piante non sono adatte alle grandi coltivazioni, ma crescono spontaneamente o sono coltivati in piccoli frutteti. Possiamo però approfittare della stagione estiva per andare alla scoperta di queste varietà locali, visitando sagre paesane o recandoci negli agriturismi o nelle botteghe di campagna. E’ un modo per sostenere i prodotti locali, ridurre gli impatti ambientali delle grandi monocolture e scoprire gusti originali e sapori delle antiche tradizioni. Anche durante le passeggiate nei boschi o percorrendo i sentieri del nostro appennino, è possibile imbatterci in frutti selvatici che spesso si rivelano un dono inaspettato per la gioia di grandi e piccini. Piccoli frutti come le fragoline di bosco si trovano spesso in zone ombrose lungo i sentieri di montagna. Anche i lamponi selvatici sono molto frequenti nei boschi e spesso è facile trovarli in gruppi di piante molto vicine tra loro, perché si tratta di rovi a volte infestanti. Un’altra bacca selvatica tipica della stagione estiva sono le more, che frequentemente crescono in scarpate soleggiate. Infine alle altitudini medio-alte possiamo scorgere i mirtilli che crescono in piccoli arbusti. Prima di raccogliere queste bacche e frutti selvatici è bene essere sicuri di riconoscere la pianta e di non confonderli con altri dall’aspetto simile ma non commestibili, se non addirittura tossici o velenosi. Naturalmente, bisogna anche assicurarsi che la loro raccolta sia autorizzata ed avere l’accortezza di non danneggiare la pianta. I frutti per loro natura sono destinati a separarsi dalle piante che li hanno generati ed una raccolta contenuta non compromette l’equilibrio dell’ecosistema che li accoglie. E’ importante comunque non raccoglierne in maniera eccessiva, evitando l’utilizzo di attrezzi come rastrelli che spesso possono procurare danni. La natura selvatica ci dona tesori meravigliosi, di cui è bello godere nel rispetto dei tempi e degli equilibri che la caratterizzano. In questo periodo estivo rallentiamo il passo, aguzziamo la vista ed assaporiamo i doni che la terra ci offre: i frutti selvatici sono un’occasione per riscoprire sapori antichi, offrendo vantaggi per il nostro benessere e rafforzando il nostro legame con la natura.

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